L’opera “Città Minime” per la sede DANESI
Il concept del Progetto pensato e realizzato dall’artista Mattero Mezzadri
Nell’Installazione site specific pensata per il parco della DANESI, ho immaginato un’opera che dialoga con lo spazio circostante e soprattutto con l’architettura in mattoni faccia a vista dell’azienda. L’architettura della DANESI è ispirata alla forma del Forno Hoffman, come se la struttura in se’ rivelasse già la natura intrinseca e la vocazione dell’azienda. La funzione dell’edificio ne determina la forma. Il forno quindi si riattualizza e diventa altro: stanze, uffici, relazioni, amicizie, obiettivi, sconfitte, vittorie; in una parola, vita.
L’installazione Città minime gioca sulla falsariga di questo meccanismo di rimandi concettuali e fisici: pile di mattoni disposti uno sopra l’altro, come se fossero appena usciti dal forno/azienda, cambiano prospettiva e diventano una visione altra, prendono una nuova vita: i semplici mattoni improvvisamente ci appaiono come una città che cresce verso l’alto nella quale la cellula primordiale di ogni edifico diventa esso stesso palazzo, architettura, casa. Nel gioco di frattali ci appare quindi una visione, un’idea: ciò che esce dal forno non è un semplice prodotto, non sono “solo” semplici mattoni, ma già stanze, case, relazioni, legami, città, come se l’argilla (la Terra), avesse una memoria e una vocazione: diventare, o meglio, essere, da sempre, casa per l’uomo. Dal punto di vista strutturale, sempre in dialogo con l’architettura della sede, ho immaginato un’opera estremamente semplice e pulita nella forma come nei materiali utilizzati: sette torri, di diverse altezze, che si ergono con una spinta ascensionale verso l’alto.

Le torri saranno appoggiate a un basamento di cemento a vista (come gli inserti architettonici dell’edificio) che avrà anche la funzione di dare stabilità alla struttura, nascondere l’impianto di illuminazione e funzionare come piedistallo dell’opera.
Il numero sette non è casuale: il sette, nella tradizione cristiana, simboleggia la completezza e la perfezione. Sette sono i giorni della creazione: la Bibbia narra che Dio creò il mondo in sei giorni e si riposò il settimo, che simboleggia il completamento e la perfezione della creazione. Nell’opera, la settima torre, sarà anche quella più alta che domina le altre e che si slancia maggiormente verso il cielo.
Le sette torri saranno quindi un chiaro rimando alla settimana lavorativa di chi abita ogni giorno l’azienda, uno stimolo a percepire il lavoro non come una routine per sopravvivere, ma come una pratica creativa per vivere più pienamente. Sette infatti sono i colori nello spettro della luce, sette le note musicali per comporre qualunque melodia, sette sono gli anni che impiega il corpo umano per rinnovarsi, il sette quindi è fortemente legato al concettostesso di creazione e costruzione.
Sette infine sono le virtù: Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, virtù che potrebbero benissimo corrispondere allo statuto etico di ogni azienda ben concepita. Si prevede infine un dispositivo di illuminazione interna delle torri che renderà viva l’installazione anche nelle ore serali e notturne. Un timer crepuscolare accenderà la città nelle ore buie proprio mentre l e luci degli uffici illumineranno dall’interno la sede dell’azienda.







