A partire dalla prima crisi energetica degli anni Settanta è cresciuta sempre di più l’attenzione al tema dell’efficienza e risparmio energetico negli edifici. Da qui nasce una presa di coscienza generale sull’importanza di ridurre i consumi e utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili.
Con la sigla NZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building, si fa riferimento a un tipo di edificio a elevata efficienza energetica, ovvero caratterizzato da un consumo estremamente ridotto tendente a zero. La direttiva europea richiede che tutti i nuovi edifici costruiti a partire dal gennaio 2021 rispettino il livello NZEB o equivalente, e questa tendenza è stata recepita anche a livello nazionale da molti Paesi membri dell’Unione Europea, compresa l’Italia.

In un momento storico in cui l’abitare si reinventa sotto la spinta della transizione ecologica, della flessibilità funzionale e del benessere indoor, il progetto architettonico assume un nuovo significato: non più semplice contenitore, ma organismo vivente che evolve insieme a chi lo abita.

La realizzazione di Villa Noal rientra all’interno di questa nuova chiave di lettura. L’edificio, nato dalla demolizione di una Villa anni ’70, rappresenta un’Architettura più efficiente e sicura, in termini energetici e sismici. Si tratta infatti di una demolizione virtuosa che blocca il nuovo consumo di suolo, consentendo il rinnovamento e la rigenerazione del nostro comparto edilizio, ormai sempre più bisognoso di una riqualificazione profonda.

Il linguaggio contemporaneo in armonia con il contesto

Nonostante la composizione architettonica contemporanea e la presenza di un tetto piano, Villa Noal si inserisce armoniosamente nel contesto, risultando ben proporzionata nel lotto in cui sorge. L’edificio, con una superficie netta di 160 mq e un seminterrato di 240 mq, viene percepito esternamente come un’abitazione dalle dimensioni molto più contenute rispetto a quelle reali grazie a un design attentamente studiato, che integra l’architettura nell’ambiente circostante.
Questo equilibrio tra innovazione e rispetto per il contesto esistente conferisce all’edificio un carattere unico, dimostrando come sia possibile combinare modernità e tradizione in una perfetta armonia.

Autonomia energetica

Oltre alla teoria (calcoli energetici effettuati durante la fase progettuale) anche nella pratica Villa Noal non consuma (o meglio, consuma pochissimo). Orientamento, affacci, ombreggiamenti e altri dettagli architettonici compositivi – come la profondità degli sbalzi delle “vele” – hanno aiutato l’edificio ad avere apporti solari gratuiti e a consumare il meno possibile, sfruttando al massimo l’esposizione solare per riscaldare gli ambienti durante i mesi più freddi e riducendo al contempo la necessità di energia per il riscaldamento attraverso un’attenta valutazione dell’angolo di inclinazione solare.

Inoltre, la profondità degli sbalzi delle “vele” crea porticati sufficientemente spaziosi in cui poter “abitare” lo spazio esterno e che, allo stesso tempo, diventano ambienti di transizione ombreggiati per proteggere dal sole gli spazi interni.

L’attenzione nella progettazione di Villa Noal ha interessato anche l’aspetto impiantistico. L’autonomia energetica dell’edificio è infatti resa possibile da impianti estremamente efficienti: una pompa di calore aria acqua genera caldo durante l’inverno e freddo durante l’estate, con un sistema di distribuzione a pavimento, abbinando una VMC (ventilazione meccanica controllata) con deumidificatore, il tutto collegato ad un impianto fotovoltaico (19,68 kW) ed un impianto di accumulo a batterie (45 kW), che consente di immagazzinare l’energia solare prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore di maggiore consumo o in caso di ridotta produzione. Anche rispetto al risparmio idrico è stata fatta una riflessione, con una vasca di raccolta piovana e rubinetteria a ridotto consumo.

L’integrazione di questi sistemi ha reso il progetto un modello di valore, dimostrando come innovazione e progettazione consapevole possano ridurre l’impatto ambientale aumentando il comfort abitativo.

Aspetto tecnologico

Il risparmio energetico ottenuto è frutto anche di un involucro edilizio altamente efficiente, con isolanti termici e vetri performanti e a bassa trasmittanza, che contribuiscono a minimizzare le dispersioni di calore e migliorare ulteriormente l’efficienza dell’edificio. Tecnologicamente, l’edificio si compone di una struttura mista, con acciaio, solai in Plasbau (polistirolo ad alta densità) e pareti realizzate con blocchi in laterizio porizzato Normablok Più 25.19.25 MA Taglio Termico, dotato di celle chiuse coibentate con grafite.

La villa presenta inoltre un cappotto esterno con rete armata coperta da 2,5 cm di intonaco (quindi con un ciclo molto differente rispetto ai tradizionali cappotti) e da una controparete interna isolata con lana isover totalmente naturale (senza fibra di vetro).

Il rivestimento lapideo: la pietra di Credaro

Anche la scelta del rivestimento della villa rientra nel campo della sostenibilità: la pietra di Credaro è infatti molto utilizzata nel territorio in cui sorge l’edificio.

La scelta del rivestimento in pietra a spacco è legata al desiderio di enfatizzare l’andamento longilineo dell’architettura e consentirne un prolungamento visivo. I blocchi lapidei contengono diverse funzioni per l’outdoor: due di essi ospitano infatti la cucina esterna e i servizi per la piscina e la doccia esterna. Un terzo blocco diviene l’elemento di espulsione del sistema di rinnovo aria interno.

Gli spazi interni

Internamente, Villa Noal presenta una distribuzione sapiente di spazi e una selezione di finiture che trasmettono un senso di ordine e minimalismo. Dal punto di vista distributivo, l’edificio si dispone lungo tre assi architettonici ben precisi.

Innanzitutto, dall’ingresso è possibile leggere la presenza della vela, che definisce un asse sino al giardino opposto. Dalla zona giorno si sviluppa poi un collegamento fino alla camera da letto padronale, dove uno specchio crea un effetto infinito proiettando la finestra sul giardino del lato opposto. Il terzo asse, con direzione nord-sud, definisce infine la connessione delle varie funzioni interne sino ad arrivare alla scala, leggera e aerea, che connette il seminterrato.

Il seminterrato è un ambiente che garantisce la stessa fruibilità del piano nobile, grazie alla vetrata a doppia altezza che permette l’ingresso abbondante di luce naturale. Questo rende lo spazio luminoso e accogliente, trasformandolo in un luogo vivibile e piacevole come il piano superiore. Gli arredi del seminterrato sono stati progettati su misura con la stessa cura e attenzione ai dettagli riservata agli altri ambienti della villa, comprendendo sia quelli della cucina che quelli del bagno. Questo approccio personalizzato assicura che ogni elemento si integri perfettamente nello spazio, contribuendo a creare un ambiente armonioso e funzionale.